Ciccia 2.0

3 Dec 2008

“Si sta diffondendo, in occidente, una perversione del concetto di alternanza. Il vizio, cioe’, del governo uscente di lasciare un disastro nei conti pubblici in modo che il governo successivo sia costretto a misure impopolari per rimetterli in ordine. Lo sta facendo Bush con Obama, lo hanno fatto i governi di Berlusconi e di Prodi, e inizia a notarsi questo vizio di spendere allegramente (nell’ultima fase del governo uscente) anche negli enti pubblici: appena un partito sa che perdera’ la poltrona, combina un disastro. Anche questa degenerazione della democrazia ,insieme alle altre portera’ (come spiegava Platone 2500 anni fa) ad acclamare il tiranno che instaurera’ la dittatura.E’ solo questione di tempo: ogni volta che la qualita’ della democrazia degrada, si avvicina il momento in cui ogni cittadino applaudira’ il tiranno non per cio’ che esso sara’ o fara’, ma per aver distrutto cio’ che v’era prima.”
— Uriel (via wolfstep)

30 Oct 2008

wolfstep:

Ed eccovi i vostri tesoretti, che sono arrivati (guarda caso) solo ad industriali e banche. Erano ottenuti alzando le tasse con una scusa. Il “Buon Governo” del centrosinistra.

Uriel

24 Sep 2008

Prodi ha cercato di vendere la compagnia ad AirFrance, soluzione che a me stava benissimo. Un cancro come Alitalia, non mi ha mai reso fiero di essere italiano e men che meno sento il bisogno di una compagnia di bandiera per sentirmi tale. E poi, lo ammetto: mi sarebbe piaciuto vedere come se la sarebbero cavata i francesi di AirFrance nel trattare con quella marmaglia italiana che prende il nome di sindacato.

Ma nulla. La trattativa salta. Certo, Berlusconi ha detto di tutto, fatto progetti, voleva e vuole ad ogni costo che Alitalia resti in mani italiane. Eppure, all’epoca, era il leader dell’opposizione che nulla poteva decidere, fare o disfare.

Che i sindacati si siano affidati nelle sue mani abbandonando la trattativa con AirFrance sulla base di quelle promesse è pura follia, come argutamente argomentato in un post di “Cloridrato di Sviluppina“.

Dopo aver fatto saltare una trattativa con uno dei più grandi operatori europei, sindacati e rappresentanti dei lavoratori hanno l’ardire di rimpiangere quella soluzione. Come se a farla saltare fossero stati altri. Non loro, che manifestavano e scioperavano contro l’acquisizione. Ma non meglio identificati “altri” (che poi gli “altri” per comodità divengano Berlusconi, è un passaggio facile facile quanto “piove, governo ladro”).