Buchi

Sto mangiando troppo.. ho proprio l’impressione che sto mangiando e dormendo troppo. Forse ho dei buchi che non riesco a riempire. E ci metto il fumo, la pizza, la pasta, l’alcol quando posso. E ci metto un sacco di stronzate. E mi mancano un sacco di cose e invece di metterci quello che mi manca ci metto quello che fa male. Così. automaticamente. Ho un buco. Fumo 10 sigarette in qualche ora. Mi manca qualcosa. 150 g di pasta. Voglio qualcuno che mi abbracci. 5 puntate insieme di desperate housewives. Ho bisogno di calore.. e così via.
È come quel giocattolo per i bambini piccoli, mettere le forme giusto nel buco giusto. E penso che io ho sempre sbagliato i buchi.

Possiamo imparare dal passato,
ma quei giorni sono andati
Possiamo sperare per il futuro,
ma potrebbe anche non essercene uno

A change of seasons, Dream Theater (via sottomentitespoglie) (via iosonotremenda) (via inveceerauncalesse)

fotonico:

enjoy-my-silence:solitaryman:stupidechose:
Mi chiedi perchè, nonostante tutto, io continui ad amarti.
forse perchè non me ne frega niente di quello che pensi,
e non ho paura del tuo giudizio, perchè l’amore non giudica, 
e non ho paura di non essere all’altezza, perchè meglio volare in alto che almeno mentre cadi ti godi il panorama,
e non ho paura che mi ferirai, perchè tanto già l’hai fatto e nel frattempo che il cuore sanguina posso comunque condurre una vita “normale”,
e mi chiedi ancora perchè?
perchè non posso farne a meno.
nonostante debba ancora abituarmi a dirti buongiorno e addio nello stesso giorno,
ti amo e mi fai male nella stessa frase.
nonostante debba ancora capire che non mi appartieni, mentre io ti appartengo.
nonostante la lacerazione dell’assenza.
nonostante ti abbia chiesto di tagliare questo filo rosso.
nonostante il mare sia così profondo.
nonostante tutto.

fotonico:

enjoy-my-silence:solitaryman:stupidechose:

Mi chiedi perchè, nonostante tutto, io continui ad amarti.

forse perchè non me ne frega niente di quello che pensi,

e non ho paura del tuo giudizio, perchè l’amore non giudica, 

e non ho paura di non essere all’altezza, perchè meglio volare in alto che almeno mentre cadi ti godi il panorama,

e non ho paura che mi ferirai, perchè tanto già l’hai fatto e nel frattempo che il cuore sanguina posso comunque condurre una vita “normale”,

e mi chiedi ancora perchè?

perchè non posso farne a meno.

nonostante debba ancora abituarmi a dirti buongiorno e addio nello stesso giorno,

ti amo e mi fai male nella stessa frase.

nonostante debba ancora capire che non mi appartieni, mentre io ti appartengo.

nonostante la lacerazione dell’assenza.

nonostante ti abbia chiesto di tagliare questo filo rosso.

nonostante il mare sia così profondo.

nonostante tutto.

[Michele si sfoga con una delle sue piante che sta seccando e morendo.]

- Hai troppo sole, poco sole, cos’è che vuoi??… Più acqua, meno acqua??… Perché non parli?!… Rispondi!…

[rovescia il vaso]

Bianca, Nanni Moretti


(via ilmagodiossh)

(via emmeintumblerland)

(via batchiara)

E’ il passato che si piega con un contorsionismo, una rabbiosa lingua di fuoco che lambisce un futuro che non ci può più essere. Quella che non è per ciò che c’era ieri ma per ciò che non c’è domani.
Sarà questa, la nostalgia?

Antonio (Webgolr)

(C’è migliore e più incisiva riflessione di quella che si conclude con un punto interrogativo?)

(via imod)

C’è una parte di me
Che sa benissimo cosa è successo
L’altra fa finta di niente
Per poter vivere lo stesso.

- 99 Posse, Corto circuito

(via ilmuseodelmondo, progvolution, goesrightscriversi-addossodreams-eater)

(via incorporea)

così la gente lo sa sempre che sono buono: oggi imparo

fotonico:

le ho chiesto come stava.

ha girato la testa di dieci gradi, in basso e verso sinistra,  e poi un movimento rapidissimo del braccio destro, la mano che mima una pistola, il dito/canna in gola, quindi lo sparo muto.

 e muore in un sorriso  seguito da un benissimo.

è stato il modo migliore che abbia visto di far percepire, con tutta la leggerezza possibile, il dolore che non si sa o forse non si vuole spiegare.

alcune volte, io proprio non ci riesco ad essere così, e quelle volte lì, che magari non ci sono riuscito, che dentro son pieno di merda e la gente mica lo sa, poi la gente pensa che c’ho un brutto carattere. che secondo me non è mica vero che c’ho un brutto carattere. è solo che non so misurarmi le braccia. che sono convinto di poter abbracciare il mondo, e poi quando scopro che non ci riesco, provo ad abbracciarlo lo stesso. e che volete…

mi esce un pasticcio. e così la gente pensa che c’ho il brutto carattere.

oggi imparo a spararmi in bocca, però mica per davvero.

mica per davero.

la gente si illude di andare avanti, dimenticare le sofferenze, rifarsi una vita, diventare migliori. le stronzate. si può solo anestetizzare tutto e sforzarsi di dimenticare pretendendo di essere diventati diversi.tanto le memorie sono destinate a spuntare continuamente, a intervalli più o meno regolari. solo il cinismo, il cosmico vuoto zen, il beota spirito di superiorità e l’appagamento nella banalità e superficialità fanno credere di aver girato curva. è solo finzione. con o senza psicofarmaci e droghe assortite. anzi, meglio se si pretende di fare tutto ciò con lo sforzo della propria volontà. così ci si ritiene anche dei superfighi. irrigidire i muscoli e gonfiare il petto. vi voglio vedere a 80 anni cosa gonfierete.


meglio tenere le ferite aperte e lasciare uscire il sangue così come deve uscirne. al limite il sangue si fermerà, anche se per poco. è più dignitoso. più umano. soffrirai, ma negare la sofferenza va bene per le fiction tv. ogni mattina posso guardarmi allo specchio sapendo di essere un uomo. e tanto basta. e ridere in faccia alle vostre sentenze da quattro soldi.